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giovedì 11 luglio 2013

Max Merli: attualità cantautorale

Il cantautore torinese Max Merli

A cura de Il Cala.

Scrivo queste righe nel giorno del 28° compleanno di Max Merli, nato in estate, 3 anni esatti dopo Italia – Brasile 3-2, Paolo Rossi era un ragazzo come noi. Fa caldo, come immagino lo facesse 28 anni fa, però la voce e la chitarra di Max sono davvero aria fresca in questo panorama desolante, alla ricerca di un tormentone alla radio, perché le Canzoni abbiamo smesso da tempo di aspettarle, alla radio.

Voce, chitarra e una dose non usuale di velenosa ironia nei testi, ecco gli ingredienti che Max miscela con cura nelle sue canzoni, che rimandano a un Rino Gaetano unplugged, ad un Ivan Graziani incattivito, senza però perdere l'originalità di uno stile che si sta delineando in modo interessante. Sentimenti e attualità, banchieri, politici, amici che tradiscono, uno spaccato completo della realtà che Max si trova ad affrontare, scegliendo di dare voce e musica a questi argomenti, camminando senza paura in un equilibrio tra ironia e denuncia civile. Anche la scelta delle cover è emblematica dell'approccio che Max ha verso la musica, un Venditti d'annata, che ancora non si era perso in quel drammatico tunnel autoreferenziale in cui sembra non saper più uscire, Sergio Endrigo e le sue favole per bambini grandi, addirittura l'antemica malarazza di Modugno, col suo esaltante invito alla sollevazione ed alla presa di responsabilità che tanto attuale risuona oggi, in questo paese addormentato ed anestetizzato.

Tra le sue canzoni spiccano il banchiere e il lavoro è la colpa della tua depressione che partendo, la prima, dagli anni 70 e dalla storia di Ambrosoli e Sindona ironizza amaramente sul ruolo delle banche nella nostra vita, mentre la seconda offre coraggiosamente una via d'uscita.
Un giovane interessante, che con la forza delle sue idee, della sua voce e della sua chitarra propone spunti decisamente meritevoli di una riflessione, anche se amara.






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