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lunedì 4 marzo 2013

Quella luce che si chiama Alba di Morrigan (Torino)

alba di morrigan torino
by Flavia Frangipani

La band formatasi nel 2008, è composta da Ugo Ballisai: Voce e chitarra, Alessio Caruso: basso, Luca Costanzo: batteria. E' stato recentemente annunciato l'ingresso di due nuovi membri: Giampiero Ballisai (synth, chitarra) e Raffaele Carano (Chitarra e cori) che vanno ad aggiungersi alla line up ufficiale della band. 


Il loro progetto si è concretizzato nel 2012 con il disco “The Essence Remains ” promosso dall'etichetta italiana My Kingdom Music (punto di riferimento nostrano per chi segue un certo tipo di sonorità).E giusto per far luce su un mondo che tende a vivere nel sottosuolo, parliamo di metal italiano. Metal poi. Dire metal non è giusto. Dire metal non è mai giusto. Ci sarà sempre qualcuno a contraddirti. Allora diciamo Alternative sbarra metal, o prog-rock, post-rock, anzi facciamo dark-post-rock, ma anche ghotic metal o ghotic rock, doom e progressive. Direi che a occhio qualcuna di queste deve essere giusta per forza. Ma magari sono giuste tutte. 


Detto questo, parliamo della musica. Il disco è appunto “The Essence Remains” Sicuramente l'ascolto porta la mente altrove, ma di fatto si parte da Torino. E' la delicatezza di una tempesta di neve quella della prima traccia “Snowstorm” che riconduce al “disastro naturale”degli Anathema, sia per sonorità (di cui tutto il disco di fatto è impregnato) sia per facile associazione di idee. L'alternanza soft/duro è un'altra loro prerogativa, lo si capisce dalla seconda traccia e questa caratteristica si ripropone essenzialmente fino alla fine del disco. “Silence” è una canzone pacata e sognante, in cui si può capire appieno quanto una voce bella ma innanzitutto giusta, possa rendere a volte tutto perfetto. E all'improvviso l'inatteso.Parlano della sconfitta dell'umanità, scomodando uno dei demoni più atroci che la letteratura,la mitologia, e le religioni abbiano mai raccontato:Lilith, qui resa come simbolo di una vanità che ci sta distruggendo.Il demone oscuro, incarnazione di tutti gli inganni contro il quale persino il Faust di Goethe veniva messo in guardia.E lo fanno in lingua italiana, così da non lasciare dubbi o generare fraintendimenti.Scelta che per quanto riguarda la posizione all'interno del disco risulta ben ponderata ma, sopra ogni cosa, risulta una mossa riuscita.Avanti di poco ci sono le due tracce strumentali e antitetiche(la prima che genera una potente esplosione metal“24 megatons”,la seconda che riporta la quiete “Equilibrium”)rappresentando così l'autoritratto de l'Alba di Morrigan. La traccia finale a chiudere il cerchio, se di cerchio si tratta, è “The essence remains”, la title track. 

Demoni fate, credenze pagane e sacralità accompagnano i repentini cambi di atmosfera pur mantenendo identica la rotta.Per arrivare lì preparati, dico che apriranno il concerto degli Antimatter il 28 marzo 2013 nella loro Torino.Si.Sono bravi e Si.Sono italiani. 
Flavia Frangipani


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