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mercoledì 27 febbraio 2013

"Planet X" - Psyconauts, il testamento metal che viene dallo spazio


by Esserrenne
Planet X è il primo Ep degli Psyconauts, band metal di Alessandria; il titolo si riferisce al pianeta Nibiru che, stando a una teoria diffusasi in rete, sarebbe dovuto entrare in rotta di collisione con la Terra il 21 dicembre distruggendola. Che nelle intenzioni l’album fosse una sorta di testamento musicale prima della fine? Sembrerebbe. Si inizia bene con Road To Nibiru: una intro dal sapore spaziale che si scioglie in un graffiante riff di chitarra e una vocalità graffiata e interessante. Sul finale il ritmo si fa più veloce e si aggancia perfettamente a Be Yourself, altro pezzo ad alta tensione con un’andatura quasi militare dettata dalle rullate di batteria. 

Great Sunbeam è un pezzo godibile che dà tutta l’idea del sottogenere stoner in cui il gruppo s’identifica: incedere lento, accordi bassi, strumenti a corde potenti, cantato più melodico; sembra quasi di camminare a mezzogiorno in mezzo ad un deserto infuocato dal sole. A seguire Just A Lover, un trionfo del sound distorto e oscuro che caratterizza lo stile degli Psyconauts, e subito dopo ecco arrivare il picco dell’album, MMC: sound psichedelico, aggressivo e seducente quanto basta, refrain da headbanging e finale mistico, quasi meditativo. Il brano One Bad Star chiude il cerchio conferendo all’intero lavoro un’aura quasi esoterica, sembra infatti rimandare ad un significato altro della musica non immediatamente accessibile o comprensibile; cattura l’orecchio lasciando al suo interno un dubbio, una scia, un senso di incompiutezza. 

Un risultato coerente per musicisti che già dal nome si propongono al pubblico come indagatori di spazi sconosciuti, minuscoli ed interiori o infiniti ed esteriori; in ogni caso lontani da tutto ciò che si può vedere e toccare. Punto debole di alcune tracce: la durata. Un conto è sviluppare una canzone come Echoes dei Pink Floyd in 23 minuti, con stacchi, variazioni e sorpese sonore sempre dietro l’angolo, un conto è mettere insieme brani duri a morire che iniziano con la carica giusta ma poi si trascinano avanti per sette o otto minuti tali e quali. 

A volte essere brevi è la strada migliore per essere incisivi e dato che il potenziale c’è - e soprattutto il mondo è sopravvissuto alle profezie apocalittiche di fine anno - vale la pena pensarci su in vista dei prossimi lavori.  by Esserrenne


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